Buona sera amici!Dopo la scelta del contrabbasso da abbinare al mio nome e dopo essere stato un componente dell'orchestra Sinopoli, non posso che inaugurare un blog sulle mie fisse musicali, sperando di incontrare negli "interstizi siderali" del web qualcuno che abbia simili curiosità e voglia condividere esperienze di musica ascoltata, suonata, amata...
Il nome che ho dato al blog, come molti sapranno, è il titolo di un brano di Miles Davis, contenuto in uno dei dischi più sconvolgenti della mia formazione musicale: trattasi di Bitches Brew. Un disco scuro, spigoloso, controverso, difficile da inquadrare in qualche categoria di genere, un disco che sa di Africa e di metropoli. Suonato da musicisti all'epoca molto giovani, era il 1969, che sarebbero di lì a poco diventati i portavoce della fusion anni settanta e maestri loro stessi: John McLaughlin alla chitarra, Joe Zawinul e Chick Corea al piano elettrico, Dave Holland al contrabbasso, Jack DeJohnette alla batteria, l'ormai veterano Wayne Shorter al sax soprano(suonava alla corte di Miles già dal '65).
Consiglio a tutti l'ascolto. E' un album lungo, da ascoltare tutto intero, quindi prendetevi tempo. Io sono per l'ascolto attento e meditativo, chiudo le finestre e stacco il telefono, ma ascoltarlo in cuffia itinerando per il mondo è un esperienza panica notevole!
1 commento:
Ciao Mario,
penso che la musica abbatta tutte le barriere e ti ringrazio per l'idea-ascolto...le mie preferenze musicali sono molto più nazional-popolar-romantic-rock...decisamente più underground la "mia dolce metà"...A prestissimo...Paola, la tua "compagna di banco"
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