sabato 17 maggio 2008

Paul Simon: Concert in the Park

Il 15 agosto 1991, Paul Simon si esibì in un concerto gratuito al Central Park, cominciando nel tardo pomeriggio per terminare a notte fonda: una schiera imponente di musicisti del continente africano e americano ad accompagare il famoso song-writer. Le radici del blues, il call and response, le elettriche africane, i tamburi delle danze rituali... Il risultato dello sperimentalismo musicale di Simon ha un grande valore umano e spirituale. Ho scelto per voi due momenti di sorprendente ricchezza. Enjoy...


The Obvious Child da Concert in the Park

Diamonds on the Soles of Her Shoes da Concert in the Park

martedì 13 maggio 2008

Keith Jarrett, Gary Peacock, Jack DeJohnette


Per chi voglia deliziarsi, consiglio un disco per il quale vado in visibilio!

Whisper Not, di Keith Jarrett (pianoforte), Gary Peacock (contrabbasso) e Jack DeJohnette (batteria). E' la registrazione di un concerto memorabile tenuto a Parigi nel 1999. Ogni brano (tutti standards) è reinterpretazione magistrale, reinvenzione sublime del jazz più raffinato.

I tre musicisti non si risparmiano e propongono in veste di insuperabili capolavori pagine di veri e propri mostri sacri come Round Midnight di Thelonious Monk, Chelsea Bridge di Billy Strayhorn, Groovin' High di Dizzy Gillespie, What is this thing called love? di Cole Porter...

La coda di Prelude to a kiss di Duke Ellington è uno dei momenti più lirici e intensi dell'intero concerto... una dolcezza indicibile tocca tutte le corde dell'animo... assolutamente da non perdere!

domenica 11 maggio 2008

Il Bolero di Bozzetto

C'è un cartone animato stupefacente di Bruno Bozzetto, Allegro ma non troppo, anno domini 1977, forse l’opera più conosciuta del grande disegnatore milanese, liberamente ispirato a Fantasia, dal quale si distingue per un approccio più umoristico. Il film è composto da sei episodi, ciascuno con una sua particolare atmosfera surreale, ispirati a famosi pezzi di musica classica: il mio preferito è il Bolero di Maurice Ravel.

Questo film, che ho visto per la prima volta a dodici anni, ha rappresentato per me l'incontro con la musica classica. Non so perchè ma la landa deserta in cui campegga la coca-cola mi richiama alla mente alcuni versi della Ginestra ("tuoi cespi solitari intorno spargi,/odorata ginestra,/ contenta dei deserti."). E come Giacomino, non posso che chiosare con la sua epigrafe:

E gli uomini vollero piuttosto
le tenebre che la luce
Giovanni, III, 19



Bolero, da Allegro ma non troppo (prima parte)

Bolero, da Allegro ma non troppo (seconda parte)

sabato 10 maggio 2008

Stefano Bollani imita Battiato

"Hai mai letto Kundera?" (Le coltri della storia)

venerdì 9 maggio 2008

Buona sera amici!

Buona sera amici!

Dopo la scelta del contrabbasso da abbinare al mio nome e dopo essere stato un componente dell'orchestra Sinopoli, non posso che inaugurare un blog sulle mie fisse musicali, sperando di incontrare negli "interstizi siderali" del web qualcuno che abbia simili curiosità e voglia condividere esperienze di musica ascoltata, suonata, amata...

Il nome che ho dato al blog, come molti sapranno, è il titolo di un brano di Miles Davis, contenuto in uno dei dischi più sconvolgenti della mia formazione musicale: trattasi di Bitches Brew. Un disco scuro, spigoloso, controverso, difficile da inquadrare in qualche categoria di genere, un disco che sa di Africa e di metropoli. Suonato da musicisti all'epoca molto giovani, era il 1969, che sarebbero di lì a poco diventati i portavoce della fusion anni settanta e maestri loro stessi: John McLaughlin alla chitarra, Joe Zawinul e Chick Corea al piano elettrico, Dave Holland al contrabbasso, Jack DeJohnette alla batteria, l'ormai veterano Wayne Shorter al sax soprano(suonava alla corte di Miles già dal '65).

Consiglio a tutti l'ascolto. E' un album lungo, da ascoltare tutto intero, quindi prendetevi tempo. Io sono per l'ascolto attento e meditativo, chiudo le finestre e stacco il telefono, ma ascoltarlo in cuffia itinerando per il mondo è un esperienza panica notevole!